Alice in wonderland

Foto ispirata alla canzone “Siamo morti a vent’anni” del Cile.

Foto ispirata alla canzone “Siamo morti a vent’anni” del Cile.
(Questo non è il mio luogo, questo non è il mio tempo)

Questa foto è dedicata sia a tutti quegli artisti e a quelle persone molto sensibili che hanno preferito il suicidio al vivere in un mondo spietato che non gli apparteneva. Ma è dedicata, anche, a tutte quelle persone “in bilico” che pensano spesso al suicidio come soluzione radicale ai loro problemi. E’ anche un invito a non mollare sapendo che c’è qualcuno che pensa a loro e li può comprendere. La scelta di sovraccaricare la fotografia di così tante possibilità di metodi di suicidio nasce da uno studio psichiatrico che l’artista ha fatto: tutti coloro che si vogliono “suicidare” in modo premeditato pensano prima di suicidarsi a tutte le possibilità metodiche che esistono e che si possono scegliere.
“Il lavoro fa male sì, lo dicono tutti, meglio fare l’amore anche tutte le sere sì che fa bene” cantava Irene Grandi e forse aveva ragione. Dopo diciotto anni di duro lavoro questo è quello che mi è accaduto. Mi sono fottuta entrambe le mani, anche se la sinistra spero di salavarla con gli ultrasuoni. Sì perchè non auguro questo intervento in anestesia locale neanche al mio peggior nemico. Anche perchè io ho la soglia del dolore molto alta, non so gli altri. Sono entrata come Garibaldi e sono uscita come Paperino. Subito mi sembrava di essere in E.R. dopo un pò è diventato un film di Dario Argento. Aforisma di questa esperienza “Si nasce da soli, si muore da soli e nel mezzo si va in sala operatoria da soli”.
Art Director e mano destra di Marilù S. Manzini Foto Paolo Pugnaghi
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