Bio

Marilù S. Manzini è nata a Modena il 27 Marzo 1978 ora vive e lavora a Milano.

Nel 2001 ha pubblicato il primo romanzo dal titolo “BAMBOLA DI CERA” edizioni Pontegobbo, Piacenza.

Nel 2004 ha pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo “IO NON CHIEDO PERMESSO” edizioni Salani (gruppo Longanesi), utilizzando per la prima volta lo pseudonimo Marilù S. Manzini.

Nel 2005 ha presentato una trasmissione radiofonica notturna chiamata “VIVA LA NOTTE” per l’emittente modenese Modena Radio City ed ha tenuto una rubrica dal titolo “IO NON CHIEDO PERMESSO” sul settimanale modenese “VIVO”.

Nello stesso anno ha partecipato ad una mostra collettiva per la “GALLERIA DEL BARCON” a Milano ed ha partecipato ad una sua personale, organizzata dal pittore Ezio Cella, al GLOBE di Milano.

Nel 2006 ha pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo “ IL QUADERNO NERO DELL’AMORE” edizioni Rizzoli.

Sempre nel 2006 ha pubblicato un racconto nell’antologia “MAI DIRE MAI AD UN MARTINI DRY” edito da Aliberti, antologia a cui hanno partecipato tra gli altri: Valerio Massimo Manfredi, A.G. Pinketts, Giuseppe Pederiali, Leo Turrini e Roberto Barbolini.

Ancora nel 2006 ha curato lo stylist per un gruppo musicale emergente, dal nome “F4”, per conto della casa di produzione Blu Velvet Recording e Pecunia Entertainment.

A partire dal 2006 e fino al 2009 ha curato la rubrica “Oroscopo” di Style (magazine del Corriere della Sera) ed ha scritto articoli per “A”, “Max” e “Ryders”.

Nel 2008 ha pubblicato il suo quarto romanzo “SE SIAMO ANCORA VIVI” edizioni Rizzoli.

Naturalmente in questi anni ha continuato a dipingere provando sempre nuove tecniche e nuovi mezzi espressivi; inoltre ha iniziato anche a fotografare e realizzare installazioni e sculture, anche in questo caso utilizzando i più svariati materiali.

Nel 2008 ha partecipato ad una sua personale presso lo spazio espositivo IL MODULO a Modena.

Nel 2009 ha partecipato ad un concorso fotografico organizzato dall’ Università della Calabria dal titolo “Il giorno della Shoa” e la fotografia che ha presentato si trova attualmente in permanente presso il Museo Ebreo Ferramonti di Tarsia di Cosenza.

Nel 2010 ha partecipato ad una collettiva della FONDAZIONE D’ARS a Milano.

Nel 2011, sempre presso la FONDAZIONE D’ARS, ha partecipato ad una collettiva a Mantova incentrato sulla figura di Chopin.